Lettera del Governatore – maggio 2011

Il mese di maggio è dedicato alla cultura, termine richiamato per rappresentare processi anche diversi, la cultura intellettuale (musicale, letteraria, storica…), la cultura rinascimentale e così via.
La cultura intellettuale gode nel nostro Distretto di una privilegiata importanza, per le sue strutture universitarie e scolastiche, per essere stata la culla del Rinascimento e per il grande patrimonio artistico di cui è custode.
Un’importanza che i Club sentono e prova ne sono i numerosi progetti che annualmente vengono svolti a favore delle arti e della istruzione.
Ricorderete che, in occasione dell’IDIR di Arezzo, venne fatta una ricognizione dei progetti culturali, la quale, pur se incompleta, mise alla luce il grande impegno in tale settore.
In questa lettera, però, vorrei fare con Voi una riflessione su un aspetto diverso della cultura, quello della cultura umanitaria o, se vogliamo, quello della cultura rotariana.
Non a caso, questa lettera è preceduta da una “Carta rotariana della cultura”, proposta da Tristano Bolelli, alla quale mi avvicino con il rispetto dovuto al rotariano di grande spessore morale, nella quale vengono richiamati elevati valori umanitari.
Il richiamo ivi contenuto alla coscienza individuale, alla ricerca della verità, al rifiuto della discriminazione razziale, alla negazione della intolleranza, alla volontà di istituire relazioni amichevoli tra gli uomini, all’onestà ed alla rettitudine ed alla forza dell’esempio è indiscutibilmente una traccia per il nostro essere rotariani, sia nella vita interna dei Club e sia nelle comunità locali
Care Amiche ed Amici, se poniamo attenzione allo scopo del Rotary, possiamo facilmente accertare come, pur nella sua pragmaticità, esprima quei valori che abbiamo esaminato in precedenza, valori che ritroviamo poi puntualmente nello scopo della nostra Associazione e nelle cinque Vie di Azione che ci vengono proposte per lo svolgimento dell’attività rotariana: l’Azione interna, che ci guida nella nostra vita di Club, l’Azione professionale, che ci spinge a svolgere al meglio le nostre attività, le Azioni di Interesse Pubblico ed Internazionale, che si rivolgono all’esterno e la quinta Via di Azione, destinata alle giovani leve.
Ecco allora quel filo invisibile ma forte, che ci unisce nella nostra appartenenza all’Associazione, avendone accettate e condivise quelle regole di comportamento e quei valori, quando siamo stati chiamati a farne parte.
Un abbraccio

Vinicio

CONDIVIDI